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22, 23, 24 NOVEMBRE 2019 / IL BERRETTO A SONAGLI



22, 23, 24 NOVEMBRE 2019
IL BERRETTO A SONAGLI
‘a nomme ‘e Dio

progetto della Compagnia Nest
IL BERRETTO A SONAGLI
‘a nomme ‘e Dio
tratto da “A birritta ccu ‘i ciancianeddi” di Luigi Pirandello
uno spettacolo della Compagnia Nest
adattamento e traduzione Francesco Niccolini
Regia Giuseppe Miale di Mauro
con in o.a.
Valentina Acca
Mario Cangiano
Giuseppe Gaudino
Adriano Pantaleo
scenografia Luigi Ferrigno
costumi Giovanna Napolitano
musiche Flo
disegno luci Paco Summonte
grafica e foto di scena Carmine Luino
assistente scenografo Vincenzo Leone
assistente alla regia Raffaella Nocerino
organizzazione Carla Borrelli e Valeria Zinno
comunicazione e ufficio stampa Valeria Aiello
una produzione Nest Napoli Est Teatro

“Il carattere di Ciampa è pazzesco, questa è la sua nota fondamentale. Gesti, andatura, modi di parlare, pazzeschi. Cosicché, dovrà nascere il sospetto e la paura che a un dato momento egli possa uccidere”.
(Luigi Pirandello, lettera a Martoglio, 8 febbraio 1917)

Con Il Berretto a Sonagli la Compagnia Nest vuole affrontare per la prima volta il teatro di Pirandello, confrontandosi con uno dei testi più popolari del drammaturgo siciliano, cercando di strapparlo allo stereotipo con il tentativo di restituire ai personaggi la forza terrena e popolare di quei “corpi in rivolta” tratteggiati dal grande drammaturgo siciliano. L’idea di partire dal testo originale in siciliano nasce dall’esigenza di scavare nella violenza beffarda della lingua dialettale per creare una sorta di spartito espressionista e tragicomico che ci parla dell’oggi attraverso una storia di sempre. È noto che il testo di Pirandello nasce dialettale (‘A birritta ccu ‘i ciancianeddi) per Angelo Musco, attore comico siciliano di grande successo che apportò dei tagli capocomicali al copione mai ripristinati da Pirandello nella versione italiana.

“C’è sempre un pizzico d’irresponsabilità quando si decide di affrontare Pirandello, soprattutto quando si decide di farlo attraverso uno dei suoi testi più famosi: «Il Berretto a sonagli». Perché questa storia è nell’immaginario collettivo e il pubblico non si lascia rubare volentieri il
proprio immaginario. Noi, in un certo senso proveremo a farlo.
Proveremo a dare una lettura individuale al testo pirandelliano. Da qui la scelta di raccontare la storia del berretto a sonagli mettendo al centro della vicenda Beatrice, una rivoluzionaria femminista ante litteram che prova a scardinare con la sua battaglia l’immobilismo della società e la visione maschilista e ipocrita del rapporto uomo – donna”.
Questa idea nasce anche dal forte impatto misogino del testo pirandelliano, in cui c’è un annullamento del ruolo della donna che in questa versione sarà enfatizzato dalla presenza di una sola attrice messa in mezzo da un manipolo di uomini (a volte travestiti da donne) che la vesseranno fino a consigliarle la pazzia come unica via d’uscita.
La Compagnia Nest creerà l’incontro di un gruppo di artisti per dar vita a qualcosa che un attimo prima non c’era. Che era nella testa del regista, degli attori, dello scenografo, della costumista, e che attraverso il lavoro delle prove diventerà materia teatrale.

Giuseppe Miale Di Mauro

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IL BERRETTO A SONAGLI

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