10 e 11 novembre 2018 / COLANDREA / ELIA / Poveri Cristi



Poveri Cristi.Viaggio in versi e musica nella poesia dialettale

di e con Gennaro Di Colandrea e Valentina Elia
arrangiamenti Anna Della Ragione
musicisti in scena Anna Della Ragione (chitarra), Antonio Della Ragione (percussioni), Claudia Delli Santi (violino) o Giosi Cincotti (fisarmonica)
regia e spazio scenico Gennaro Di Colandrea

Elemento comune a tutti i protagonisti dei diversi “canti” è
l’essere “poveri Cristi”. Espressione, “Poveri cristi”, che nasce trasportando la figura cristiano-religiosa di Cristo e la sua Passione in un ambito semantico del tutto laico, riuscendo a definire quella porzione di umanità che vive tra stenti, miserie, povertà, sofferenze, ingiustizie, emarginazione, che vive lottando e “arrangiandosi” quotidianamente, per “sopravvivere”. Definisce quella porzione di umanità con cui il destino e la fortuna, non sono stati tanto benevoli. Definisce quella porzione di umanità che riesce a trovare, forse per l’innato amore e attaccamento alla vita depositato geneticamente in ogni uomo, la forza e il coraggio di viverla quella vita, nonostante le mille difficoltà. Definisce quella porzione di umanità che felicemente si rassegna ma non molla; anzi spera, come Cristo aveva fatto, in un domani migliore. “Faticando” certo, ma con la consapevolezza che, nonostante tutto, la vita è fatta anche di spiragli di luce, di gioia e di festa, è fatta di momenti in cui il dolore è annullato: nonostante tutto, vale la pena vedere cosa succederà.

Protagonista dello spettacolo è il canto dei “Poveri Cristi” a volte assegnato, faticoso, intimo e disperato, a volte gioioso e di speranza: è l’espressione delle loro gioie e dolori. È un canto in dialetti dell’Italia del Sud ma è di tutti i “poveri cristi” della Terra. Si “canta” il sud dell’anima, ovvero tutte quelle zone e quei temi che riguardano la diversità, l’esclusione, l’emarginazione. Si “canta” la speranza di una vita da “cristiani”, riferendosi ad un piano laico del termine: una vita umana, dove ognuno si prenda cura non solo di se ma anche del resto del genere umano: l’Umanità.

Nest, Napoli Est Teatro